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Identità cristiana

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Il significato della candidatura di Emma Bonino

Occorre fare un passo indietro, risalire agli anni Settanta, quando la marcia di conquista del PCI si svolgeva attraverso due linee direttrici: un fronte politico, rappresentato dallo stesso partito di Berlinguer, che tendeva la mano ai cattolici, in nome di un compromesso “a-ideologico” e un fronte “sociale”, incarnato dal Partito radicale di Marco Pannella, che aggrediva ideologicamente, per estirparle, le radici della morale naturale e cristiana. Il Muro di Berlino è caduto, il PCI si è dissolto, ma il processo di disgregazione morale della società italiana è continuato in maniera implacabile. Nessun leader della sinistra rivendica ufficialmente l’eredità di Gramsci e di Berlinguer, ma Marco Pannella ed Emma Bonino, i due protagonisti storici di tutte le battaglie, proclamano con orgoglio la loro identità radicale. C’è insomma un postcomunismo, ma non c’è un “post- radicalismo”: c’è il laicismo puro e duro di chi avanza verso orizzonti trasgressivi sempre più avanzati.

Anche quando ha svolto il ruolo di Commissario europeo, Emma Bonino non ha mai dimenticato la sua identità e certamente così sarà, se mai dovesse guidare la Regione Lazio. Al settimanale “Panorama” del 5 novembre 1998, che Le obiettava: «Lei oggi in Europa è importante. Ma Pannella c’è sempre…», la Bonino rispondeva categorica: «Io sono un gruppo, una storia, la sua». La storia di Marco Pannella e del Partito radicale: la storia della “modernizzazione” del nostro Paese attraverso fasi successive e concatenate: divorzio, aborto, eutanasia, educazione sessuale obbligatoria, liberalizzazione della droga, matrimonio omosessuale, provetta selvaggia: non c’è tappa del processo di secolarizzazione degli ultimi quarant’anni che non sia stata fatta propria da Emma Bonino, nessuna trasgressione che non sia stata rivendicata come “conquista civile”.

Giuliano Ferrara ha dunque ragione di scrivere: «Quella candidatura è un modello ideologico, un programma di rilancio della peggiore ipoteca laicista a Roma, un tentativo di rivincita sulla chiesa contestata ma non irrilevante del referendum sulla fecondazione assistita, uno schiaffo ai vescovi e ai laici del dies familiae; è anche la definitiva certificazione, se non combattuta, della marginalizzazione della Chiesa dei movimenti, delle battaglie culturali all’insegna della difesa della fede, alleata della ragione, nello spirito pubblico occidentale» (“Il Foglio”, 23 gennaio 2010).

È difficile immaginare un personaggio politico che incarni meglio della Bonino la negazione dei “valori non negoziabili” richiamati da Benedetto XVI. Con la Bonino cade ogni possibilità di compromesso e di mediazione. Se c’è un nemico è lì. Ma la Chiesa ha nemici? Questo è il punctum dolens della situazione, emerso dall’inchiesta de “Il Foglio” tra i cattolici di base.

Il ritornello è sempre lo stesso: non ci si deve dividere sui problemi etici, né fare la guerra sulle questioni di principi, perché chi evoca l’esistenza di uno scontro lo alimenta. Non importa che la guerra ideologica sia in corso, sotto i nostri occhi; della guerra non bisogna parlare, perché ammetterne l’esistenza significa doversi schierare ed essere costretti a combattere. Ma ciò che caratterizza l’odierna mentalità ecclesiale è proprio il rifiuto della lotta, l’odio per lo scontro morale e per la polemica ideologica e dottrinale.

Nelle polemiche, come in ogni guerra, anche solo verbale, si alzano i toni, si infliggono e si subiscono ferite talvolta difficili a rimarginare, si creano inimicizie spesso profonde, in una parola si soffre. Il cattolico di oggi, qualunque posto occupi nella Chiesa, prova istintiva repulsione verso la sofferenza. La sua filosofia di vita è il relativismo, che giustifica ogni forma di edonismo e teorizza il culto dell’io e dell’appagamento dei propri bisogni, all’interno di un ordine delle cose secolare o “mondano” che ha espulso ogni traccia di sacrificio.
Il sacrificio implica l’idea di verità e di bene ed è incompatibile con il relativismo religioso e culturale contemporaneo. Esso presuppone una mortificazione dell’intelligenza, che si pieghi alla verità, su una linea esattamente contraria a quella della autoglorificazione del pensiero umano che caratterizza il pensiero moderno e post-moderno.

Le radici di questa malattia spirituale affondano, come osserva Francesco Agnoli, nello spirito irenistico e relativistico, penetrato nella Chiesa conciliare, dimenticando che talora è necessario opporsi al mondo, seguendo la via della croce. Il Cristianesimo non concepisce la vita come una festa, ma come lotta e come sacrificio. Una delle ragioni della sconfitta dei cattolici nel secondo Novecento è stata la perdita di questa visione militante cristiana, incentrata sullo scontro tra le “due città” agostiniane.

A partire dagli anni Sessanta si è ritenuto che la causa dell’anticlericalismo e del laicismo dell’Ottocento e del Novecento fosse stata l’intransigenza della Chiesa che, condannando il mondo moderno, ne aveva prodotto la reazione. I cattolici hanno mutato il loro atteggiamento verso il mondo moderno, praticando un falso dialogo, ma il processo di scristianizzazione non si è arrestato. L’anticristianesimo è cresciuto al punto che oggi ci troviamo di fronte a una “cristofobia” europeista e a una “teofobia” evoluzionista senza precedenti nella storia. Come stupirsi se le giovani generazioni ritengano che la fede sia una questione puramente personale e che non bisogna dividersi sui problemi etici, respingendo ogni tentazione di “fondamentalismo”?

La filosofia soggiacente è quella immanentistica, che postula l’espulsione del sacro da tutti gli aspetti della vita sociale e l’immersione del Cristianesimo nel mondo, con il conseguente assorbimento di tutto ciò che il mondo esprime. Questa filosofia della storia si fonda sul mito, proprio dell’Illuminismo, del mondo diventato “adulto” che deve liberarsi dei valori del passato, appartenenti all’infanzia dell’umanità per accedere ad un livello di vita pienamente razionale. È la cosiddetta “maturità del mondo” di cui parlano Bonhoeffer e Rahner. La liturgia, per il principio lex credendi, lex orandi, dovrebbe esprimere questo processo di irreversibile “mondanizzazione” della realtà e farsi essa stessa, come scrive Rahner, «liturgia del mondo».

I cattolici irenisti, che votano la Bonino, sono gli stessi che rifiutano la rinascita liturgica avviata dal Motu proprio “Summorum pontificum” di Benedetto XVI. Nella Messa tradizionale essi intravedono l’antitesi del secolarismo, il richiamo a una concezione trascendente della vita in cui i fedeli di Cristo si propongono di “cristianizzare” il mondo e non di lasciarsi “mondanizzare” da esso. La Messa, il cuore della vita cristiana, non è una gioiosa assemblea, ma il rinnovamento incruento del Sacrificio per eccellenza, quello di Gesù Cristo sul Calvario. E c’è ancora chi crede che solo in quella Croce possa essere la speranza di salvezza del mondo. (R. d. M.)
(CR1127/1 del 30 gennaio 2010)

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Il Punto - di Paolo Voltaggio
UNA NUOVA POLITICA AL SERVIZIO DELL’UOMO

La disaffezione dei cittadini per le istituzioni, la sfiducia nella amministrazione della cosa pubblica, l’abbandono progressivo da parte dei giovani del dibattito politico impongono a tutti, ed in particolare al mondo cattolico, una profonda riflessione.

Il cristiano, turbato dal clamore di “tangentopoli” e in preda al timore di “sporcarsi”, ha rinunciato a partecipare all’attività politica delegando  ad altri il  compito di portare avanti e difendere le proprie istanze e i propri valori.

Un malinteso senso di laicità ha completato la rinuncia ad ogni attività non solo politica ma anche culturale.

Giovanni Paolo II  e Benedetto XVI hanno a più riprese cercato di far comprendere al popolo cristiano l’offesa alla carità insita in tale disinteresse.

Autentica laicità non è [...] prescindere dalla dimensione spirituale, ma riconoscere che proprio questa, radicalmente, è garante della nostra libertà e dell’autonomia delle realtà terrene, grazie ai dettami della Sapienza creatrice che la coscienza umana sa accogliere ed attuare” . Questa frase di Benedetto XVI indica in maniera sintetica ma molto precisa le radici di una laicità rettamente intesa.

Essa ci aiuta a leggere  gli inviti, formulati a più riprese dal pontefice, alla formazione di una nuova generazione di laici impegnati in politica.

LA COSCIENZA DI NATAN
La coscienza di Natan

Avviamo con questo articolo una nuova rubrica intitolata "La Coscienza di Natan", il coraggio della verità. Natan il profeta e Re David una delle pagine più profonde della storia d’Israele.

È la storia di David e del profeta Natan. Il Re Davide – così racconta il secondo libro di Samuele – vide un giorno dalla sua terrazza una donna, Betsabea, che faceva il bagno e la volle. Dopotutto è lui il Re. Betsabea rimane incinta. È un fatto grave, che bisogna coprire. Davide manda a chiamare il marito di Betsabea, Uria, che è al fronte. Ma Uria si rifiuta di dormire con la moglie. Tuttavia Davide non si arrende: manda un ordine a Ioab, comandante supremo al fronte, di far fuori Uria. Uria viene ucciso.  Sarà compito del Profeta (l’uomo della Parola!) fare verità, smascherare la grande bugia. E Natan lo fa con un favoletta devastante: “C’erano due uomini, uno ricco, uno povero…”. “Chi ha fatto questo morirà” urla Davide. “Tu sei quell’uomo!” gli risponde Natan: “La spada non si allontanerà mai dalla tua casa”. Sangue genera sangue… E il resto della narrativa è intriso di sangue fino al bagno finale ordinato da Salomone (1 Re 2). Natan è l’erede della tradizione mosaica profetica del grande Sogno di Dio, un sogno che le tribù d’Israele avevano tentato di realizzare una volta entrate in Canaan. Con Davide, ma soprattutto con Salomone, Israele ritorna in Egitto e tradisce quel Sogno di cui questo popolo è portatore. È proprio perchè fedele al Gran Sogno di Dio che il profeta Natan può essere così spietato con Davide. Il profeta fa verità, toglie i veli al Re. Il Re è nudo.


Cari lettori,
ormai sono a tutti accessibili, anche in italiano, le motivazioni della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (per ora il testo integrale appare soltanto sul seguente link: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/11/04/la-signora-lautsi-contro-il-governo-italiano/).
Sarà molto interessante una approfondita analisi della sentenza, ma per ora voglio ricordarvi che la Corte Europea (Cedu), a differenza della Corte di Giustizia, è nata nel lontano 1959 e dunque ben prima dell’Unione Europea. Tra i paesi iniziali firmatari, infatti, vi erano ben 10 tra i 27 attuali membri dell’Unione e l’hanno ratificata anche paesi che ora non ne fanno parte, tra i quali la Svizzera (che ha ratificato nel 1974 ed è entrata nell’Onu, pensate, solo nel 2002 dopo che i suoi cittadini nel 2001 avevano respinto l’ingresso nella Ue) la Russia (nel 1998 e per la quale l’obiettivo Ue è in discussione) e, udite udite, la Turchia addirittura nel 1954 (ma oggi ancora in predicato per entrarvi per la sistematica violazione dei diritti umani). Si può dire, quindi, che l’Europa dei diritti sia nata assai prima dell’Europa dei cittadini, tuttora in formazione, sia come istituzione che nelle coscienze.

 
Attualità
Togliere il Crocifisso? A Oxford sono più avanti: hanno "cancellato" il Natale (e insorsero vescovi,
 di Giovanni Rizzo - Forti critiche, un anno fa, alla desolante decisione del consiglio comunale di Oxford di cancellare la parola “Christmas” (Natale) dalle celebrazioni natalizie, con l’obiettivo dichiarato di “ridimensionare l’eccessiva risonanza assegnata alla più importante festività cristiana a discapito delle altre religioni”. E le critiche vengono non solo dai vescovi, ma anche da musulmani ed ebrei.

Si tratta, in sostanza, di un gesto anticristiano fine a se stesso, visto che nessuno si dichiara “offeso” dal Natale.
Contro questa decisione si sono espressi il vescovo di Portsmouth, mons. Roger Francis Crispian Hollis, e l’Arcivescovo Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, ma anche Sabir Hussain Mirza, presidente del consiglio musulmano di Oxford, che ha affermato di essere «molto irritato per questo. I cristiani, i musulmani e altre religioni aspettano tutti il Natale».
Dello stesso avviso il rabbino Bracknell, del centro educativo di ebraismo di Oxford: «Qualsiasi decisione che annacqui la cultura tradizionale e il Cristianesimo nel Regno Unito – ha detto – non è positiva per l’identità britannica».
Ecco il testo completo della notizia:
http://www.corrispondenzaromana.it/index.php?option=com_content&view=article&id=669:chiesa-cattolica-il-natale-abolito-a-oxford-&catid=7:chiesa-cattolica&Itemid=61

Pastorale
Non lamentarti di Halloween, organizza Holyween!
Iniziativa delle Sentinelle del mattino per conoscere e imitare i santi
di Antonio Gaspari
ROMA, giovedì, 29 ottobre 2009 (ZENIT.org).- Invece di lamentarti per i mostri e le mascherate dissacranti di Halloween, scopri e racconta la storia e le virtù del tuo santo preferito nella tua parrocchia e diocesi festeggiando Holyween.
Questa è la proposta che le Sentinelle del mattino stanno diffondendo in tutta Italia
Nel manifesto proposto dei giovani presenti in oltre 35 diocesi, cè la zucca e il volto di santa Teresina con l’invito a celebrare Holyween, un santo in ogni chiesa.
“Appendi il volto di un santo sulla tua chiesa e sul tuo balcone nella vigilia della festa di tutti i santi”, chiedono le Sentinelle del mattino.
Infatti, spiegano, “in una notte dove i giovani amano vestirsi orribilmente, Holyween vorrebbe mostrare il fascino e l’attualità dei santi, immortalati nella foto o nell’arte”.
“Oggi come cristiani – sostengono le Sentinelle del mattino – rischiamo di dimenticarci che i santi sono la parte più bella della nostra Italia; ci fa bene ricordare i loro volti, che ci dicono come la santità sia ancora oggi possibile in persone concrete, in carne ed ossa”.
“Holyween non vuole essere contro chi questa notte festeggia con l’horror – precisano poi –. Vogliamo semplicemente rimettere al centro di questa festa tutti i santi, la loro bellezza e i loro volti. Chi vuole, potrà esporre anche nella sua casa la foto o l’immagine di qualche santo particolarmente caro”.
Ad Holyween hanno aderito già Torino, Padova, Foggia, Catania, Termoli, Pordenone, Desenzano del Garda. Sette città italiane che il 31 ottobre vivranno una serata davvero speciale.
Centinaia di giovani scenderanno per le strade e andranno nei pub ad annunciare l’arrivo della festa di Tutti i Santi. Per loro “Halloween” si è trasformato in “Holyween”, giunto quest’anno alla terza edizione.
Lo slogan parla chiaro: i santi si riprendono la loro festa e, per rendere ancora più evidente che l’antica tradizione non ha nulla da temere dalle mode del momento, volti di santi saranno appesi sui balconi e le finestre delle loro città.
Sì, quando vedrete un lume alla finestra, tirate il naso all’insù e vedrete la faccia sorridente di un santo italiano, preferibilmente giovane.
“Non vogliamo andare contro nessuno – ha spiegato don Andrea Brugnoli, ideatore dell’idea -, ma semplicemente riempire le città non di mostri, ma di volti belli, quelli dei santi, appunto”.
Nelle città dove si festeggia Holyween le Sentinelle del mattino vivranno una serata chiamata “Una luce nella notte”.
Si tratta di aprire una chiesa di notte e di invitare i giovani ad un incontro specialissimo. Questo format è stato ripetuto già più di 350 volte in 50 città italiane, ma la notte di Holyween sarà unica.
La chiesa rimarrà aperta ovunque dalle 22 alle 2 di notte e all’interno non rimarrà vuota. Finora sono centinaia di migliaia i giovani che vi sono entrati nelle precedenti edizioni, lasciando stupita la stampa e le televisioni che, incuriosite dal fenomeno, ne hanno documentato il flusso continuo.
In un paese come l’Italia in cui un consistente 35% dei cattolici va a Messa ogni settimana (dati Doxa ottobre 2009), Holyween rappresenta una singolare sfida.
Tra i santi più gettonati, lo scorso anno vinse Madre Teresa, seguita da Padre Pio. Quest’anno – sostengono gli organizzatori – vincerà Giovanni Paolo II. Non è santo, ma per le Sentinelle è il loro campione.
Le Sentinelle del mattino non sono un movimento, nè una comunità religiosa, ma delle piccole equipes che nelle diocesi accendono il fuoco dell’evangelizzazione con attività straordinarie a servizio della pastorale e dell’evangelizzazione.
Il progetto prevede di creare in ogni diocesi una “fiaccola”, composta da 3-4 giovani che si impegnano in questo servizio. In Italia, sono oltre trentacinque le dicoesi che hanno già la fiaccola delle Sentinelle del mattino.
[Nel sito web www.sentinelledelmattino.org è possibile scaricare i volti dei santi da stampare]
 
Rivista
Laicità trasformata in laicismo, nuova forma di egemonia totalitaria

Il Patriarca di Lisbona critica la “guerra ai simboli religiosi”

LISBONA, mercoledì, 27 gennaio 2010 (ZENIT.org).- Il Cardinal-Patriarca di Lisbona, monsignor José Policarpo, ritiene la manipolazione del concetto di laicità per trasformarla in laicismo una nuova forma di egemonia totalitaria.

Il porporato ha affrontato la questione in una conferenza pronunciata questa domenica all'Università Cattolica Portoghese in occasione del forum “Pensare la scuola, preparare il futuro”, promosso dalla Commissione Episcopale per l'Educazione Cristiana.

Parlando di una scuola laica in uno Stato laico, il Cardinale ha ricordato che la Costituzione della Repubblica Portoghese definisce lo Stato come laico.

“Questo statuto è frutto di una lunga evoluzione del pensiero e della realtà della società, e ha significato, in origine, l'autonomia del potere statale in relazione ad altri poteri, tra i quali quello della Chiesa, che è stato reale e che oggi la Chiesa non rivendica più né vuole rivendicare”.

Secondo monsignor Policarpo, c'è un senso positivo di questa laicità: “lo Stato non è confessionale, il che vuol dire che non si identifica con alcuna religione, ma rispetta il fenomeno religioso”.

A questo proposito, “si include la possibilità di cooperazione tra lo Stato e le confessioni religiose, per la promozione del bene comune della società”.

Questo principio di cooperazione, a suo avviso, “ispira tutto il Concordao celebrato tra lo Stato portoghese e la Chiesa cattolica, riconoscendo, in pratica, la predominanza della Chiesa cattolica nella Nazione portoghese”.

“Ma se lo Stato è laico – ha sottolineato il Patriarca –, la società non lo è, e negli ultimi tempi abbiamo assistito a correnti di pensiero in una duplice direzione”.

 

VOLTI AD IMMAGINE E SOMIGLIANZA DI CRISTO

  

Don Luigi Sturzo

Madre Teresa

  

Don Romano Guardini

Nel contemplare il Volto di Gesù e nel renderLo visibile attraverso la nostra testimonianza di fede e di opere, noi ci collochiamo nel cuore stesso della Chiesa il cui compito – come scriveva il Servo di Dio Giovanni Paolo II – «è riflettere la luce di Cristo in ogni epoca della storia, farne risplendere il Volto» (Novo Millennio Ineunte, 16)

 Sergio Cotta

  

SPECIALE "RIAPPENDIAMO IL CROCEFISSO"

 «La presenza del crocefisso, che è impossibile non notare nelle aule scolastiche potrebbe essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le età come un simbolo religioso. Avvertirebbero così di essere educati in un ambiente scolastico che ha il marchio di una data religione». Tutto questo «potrebbe essere incoraggiante per gli studenti religiosi, ma fastidioso per i ragazzi che praticano altre religioni, in particolare se appartengono a minoranze religiose o sono atei». Ancora, la Corte «non è in grado di comprendere come l'esposizione, nelle classi delle scuole statali, di un simbolo che può essere ragionevolmente associato con il cattolicesimo, possa servire al pluralismo educativo che è essenziale per la conservazione di una società democratica così come è stata concepita dalla Convenzione europea dei diritti umani, un pluralismo che è riconosciuto dalla Corte costituzionale italiana» (Sentenza della corte europea dei diritti dell’uomo secondo la quale  l’esposizione del crocifisso nelle scuole viola la libertà di religione)

LA SENTENZA DELLA CORTE EUROPEA (TESTO INTEGRALE)

LINK DI APPROFONDIMENTO

 CHI E' CRISTIANO, ALZI LA MANO ... un'idea ... ispirata ... di Federico da Brescia

" dobbiamo dare un segno, con coraggio e senza vergogna: CHI E' CRISTIANO ALZI LA MANO!
Nelle aule di scuola, sui banchi delle biblioteche dell'Università, sui tavoli di lavoro, ovunque noi lavoriamo o studiamo portiamoci un piccolo Crocefisso e appoggiamolo davanti a noi. Ci criticheranno, ci prenderanno in giro, ma non resteranno indifferenti perchè davanti alla Croce non si riesce a restare indifferenti.
E non resterà indifferente nemmeno Dio, che dall'alto vedrà queste piccole ma importanti testimonianze come delle fiammelle, capaci di illuminare e scaldare il mondo. <intero articolo>

Speciale "CARITAS IN VERITATE"

Nello speciale verranno pubblicati tutti i contributi tratti da siti, riviste on line e blog sulla Enciclica, previa verifica da parte della redazione. Potrete inviare articoli e segnalazioni di articoli all'indirizzo Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Il testo integrale dell'Enciclica

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I QUADERNI DI IDENTITA' CRISTIANA

IDENTITA' CRISTIANA offre a tutte le Parrocchie, Istituti Religiosi e Associazioni la propria disponibilità a presentare l'incontro già tenuto nelle Parrocchie di San Crispino e San Saturnino sul tema; "Economia ed etica: Quali insegnamenti dalla crisi finanziaria?"
L'incontro vuole essere una presentazione alla portata di tutti del sussidio (scaricabile dal nostro sito www.identitacristiana.it) nel quale il Dipartimento di Economia e Finanza dell'Associazione Identità Cristiana aiuta a leggere alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa l'attuale crisi finanziaria ed economica.
L'incontro è presentato in forma semplice e dovulgativa con l'aiuto di diapositive e si chiude con un momento di dibattito e confronto.
POTETE CLICCARE QUI PER UNA BREVE PRESENTAZIONE DELL'INCONTRO.
CHI FOSSE INTERESSATO AD ORGANIZZARE L'INCONTRO NELLA PROPRIA PARROCCHIA O ALTROVE PUO' CONTATTARCI VIA MAIL ALL'INDIRIZZO Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , per fax allo 066872286 o per sms al 3355380022.
Grazie.
Pace e bene
Paolo Voltaggio
Al link in basso potete scaricate l'intero documento redatto dal Dipartimento Economia e Finanza di Identità Cristiana
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